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TREVISO 2017-06-28T10:22:00+00:00

Project Description

SERVIZI CMV A TREVISO

Contatto
Via Cal di Breda, 67 – 31100 Treviso
treviso.accoglienza@murialdo.it
Andrea Sartori: 3409333190

Interventi residenziali

Gli interventi residenziali operano nell’ambito della    tutela del minore e/o dell’intero nucleo familiare principalmente su decreto del T.M. e in stretta connessione con i S.S. competenti. Si tratta di misure cautelative e  temporanee che da un lato assicurano tutta la cura di cui ogni singolo ha bisogno/diritto, dall’altro operano per ricostituire le condizioni sufficienti al ritorno nel proprio nucleo o per predisporre nuove soluzioni di  autonomia.

Comunità educative residenziali

Il progetto delle CE è finalizzato ad accogliere minori fino ai 18 anni, con un massimo di 8 per struttura.

Hanno finalità educative e assistenziali volte alla supplenza temporanea del nucleo familiare.

I minori sono segnalati e inseriti dai Servizi sociali competenti e la loro presenza nella CE è quindi da questi decisa e monitorata. Lo scopo più importante è di garantire al minore il diritto di crescere e di essere educato all’interno di una realtà che sappia rispettare la sua unicità.

Al minore verrà offerta la possibilità di vivere in piccolo gruppo e in un ambiente con forte caratterizzazione domestica.

Progetto accoglienza nuclei familliari

Il Progetto “Accoglienza Nuclei Familiari” della Comunità Murialdo punta ad accogliere l’intero nucleo famigliare, con dinamiche, tempi e modalità personalizzate: se il disagio è nel sistema, nel sistema stesso si cercano le risposte.

Il Progetto parte dall’assunto che la famiglia è il luogo naturale di vita, crescita e sviluppo dei figli: per questo i minori hanno il diritto di essere educati nell’ambito del nucleo di appartenenza. Spesso infatti gli allontanamenti dei figli causano fratture e lacune ancor più difficili da colmare, in una già complicata situazione di disagio famigliare.

Inoltre accade spesso che il minore istituzionalizzato o accolto in comunità diurna/residenziale compia un percorso a parte, separato dai genitori che sono sostanzialmente estranei al cambiamento: il gap educativo che si crea spesso porta ad una reiterazione dei precedenti stili relazionali.

Se in famiglia un membro manifesta un disagio, molto spesso questo è un segnale delle difficoltà relazionali che coinvolgono l’intero nucleo famigliare, genitori in primis: ecco perché l’importanza di progetti che coinvolgano sia i minori che la loro famiglia, laddove ci siano le condizioni.

Interventi diurni

Tutte gli interventi diurni lavorano per la prevenzione e la cura di forme di disagio e di disadattamento, per il recupero e la riabilitazione delle potenzialità ancora inespresse dei ragazzi, allo scopo di evitare lo sradicamento dal proprio nucleo familiare e dal territorio. Si cerca inoltre di facilitare l’inserimento dell’accolto nel territorio di residenza e di aiutare il territorio stesso a farsi carico dei problemi e dei bisogni delle persone. Con modalità e intensità diverse questi centri possono diventare osservatorio del disagio minorile sul territorio.

Centro diurno e CED

Centro diurno

È un centro educativo volto alla socializzazione e al sostegno scolastico di minori tra i 6 e 18 anni considerati a rischio sociale. Le sue caratteristiche sono:

la dimensione della semiresidenzialità, integrata nel territorio e con la valorizzazione delle sue risorse e opportunità;

la dimensione familiare dell’ambiente, sia nel clima tra operatori e con i ragazzi, sia nel programmare le attività fatte di quotidianità e di normalità (mangiare, fare i compiti, stare con adulti significativi e con altri coetanei, …), sia nella tipologia della struttura;

la flessibilità nell’organizzazione delle attività, che si adattano alle caratteristiche dei ragazzi, per rispondere ai loro bisogni, in relazione agli impegni scolastici e a tutte le realtà significative della loro vita;

il costituire un luogo di riferimento per giovani nel quale affrontare necessità e bisogni emergenti.

L’intervento di cura e di prevenzione del disagio avviene su segnalazione dei Servizi Sociali e in collaborazione con la famiglia. Si concretizza attraverso un progetto educativo individualizzato (PEI) condiviso, per il quale è prevista una costante verifica. Il centro diurno accoglie un numero prefissato di minori che frequentano in maniera continuativa le attività.

Si apre all’esterno per il coinvolgimento e l’utilizzo delle risorse del territorio, garantendo stabilità dell’intervento e del supporto educativo.

CED

(comunità educativa diurna normata ai sensi della LR. 22/2002)

Servizio del tutto simile a quello sopra descritto, che si distingue per alcuni parametri stabiliti dalla LR. 22/2002 (massimo 10 min. accolti; rapporto minori/educatori 4:1; …)

Centro aperto

E’ un luogo di incontro e aggregazione, per la valorizzazione del tempo libero.

Le attività possono prevedere anche la presenza di minori a rischio e di altri senza particolari problematiche. Si danno quindi risposte differenziate di sostegno, accompagnamento, ascolto, animazione, integrazione,… In modo che ogni minore trovi un suo spazio da protagonista.

Opera generalmente a livello di un territorio ristretto (quartiere); l’accesso è libero, o avviene su segnalazione del Servizio Sociale o di altri Servizi, nel qual caso vengono attivati progetti educativi individualizzati.

Progetto patente di vita

Il progetto “Patente di vita” da la possibilità a dei giovani neomaggiorenni di fare un’esperienza di vita in comune per imparare a cavarsela da soli e sperimentare il proprio grado di autonomia. Il servizio mira a creare un supporto reale ed organizzato nel passaggio alla maggiore età, affinché il ragazzo possa sperimentarsi nella costruzione della propria autonomia e del proprio progetto di vita.   Un percorso che merita di essere fatto in compagnia con altri, sotto lo sguardo di un adulto. Destinatari sono giovani che abbiano già acquisito alcuni pre-requisiti di autonomia e che dispongano di una dote economica base derivante da lavoro proprio, da sostegno familiare o da sostegno del servizio territoriale inviante.

Proposte formative

È un servizio che la CMV offre al territorio mettendo le proprie competenze educative a disposizione di chi opera nei settori dell’animazione, del gr.est. e della catechesi. Si progettano percorsi formativi sull’identità dell’animatore, sulle tecniche di gioco e sul teatro; si organizzano attività per la preparazione ai sacramenti destinate ai ragazzi e/o ai genitori; si offrono occasioni di testimonianza e sensibilizzazione sulla mission del Murialdo (il servizio ai minori in difficoltà e alle famiglie).

Progetti di accompagnamento educativo individualizzato

Realizza interventi educativi individualizzati nell’ambiente di vita, nei luoghi di aggregazione, nei tempi disponibili di bambini, adolescenti e giovani in situazione di disagio personale.

Collabora con la scuola, il mondo del lavoro, la famiglia, i Servizi Sociali ed altre istituzioni di riferimento.

Tale intervento cerca di compensare le carenze educative dei genitori; è finalizzato alla prevenzione, al sostegno del minore, al miglioramento dei rapporti con l’ambiente, all’inserimento sociale; si propone di incidere sui fattori di rischio. Diventa inoltre importante strumento di monitoraggio.

Il progetto è utilizzato anche per accompagnare i minori in entrata o in uscita dai Centri diurni.

Laboratorio sociale di comunicazione Konò Lab

Il laboratorio sociale di comunicazione Konó è nato per dare un’opportunità formativa/lavorativa ai giovani a rischio di emarginazione e disagio sociale, proponendosi di innovare la formazione insegnando il lavoro attraverso il lavoro; il laboratorio è rivolto a ragazzi/e in possesso di una minima conoscenza in ambito grafico.

Il progetto si rivolge anche ai giovani che vivono differenti forme di disagio, per i quali sono previsti dei percorsi che mirano all’integrazione, utilizzando la disciplina tipica del lavoro come strumento educativo.

Per maggiori informazioni visitare : kono-lab.org